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teatro inteso come impresa, come arte empirica, come emporio di ispirazioni, come empìre uno spazio vuoto, come empireo d’arte dove dare origine alla vita ed al creato.
l'impiria è l'imbuto, da un estremo si riversa generosamente e dall'altro tutto fluisce con cura
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IL PONTE SUGLI OCEANI. AMORI
tournèe in brasile 2009
Il “Ponte sugli oceani” al di là dell’oceano. Tournee teatrale in Brasile per il Teatro Impiria e l’Acoustic Duo.
Comune di Castelnuovo del Garda
martedì 20 ottobre,
ore 19.30 Siderópolis
ALCUNE FOTO DELLO SPETTACOLO => http://www.jumbofoto.it/galleries/brazil-ponte
Nell’autunno del 1894 Angelo Corradi, sua
moglie e i sette figli lasciano una contrada di Roverè veronese ed emigrano in
Brasile. Le loro vicissitudini e quelle dei loro discendenti, che sono andati
per il mondo in cerca di una vita migliore, insediandosi negli Stati Uniti, in
Australia e in vari stati d’Europa, sono raccontate nel libro di Raffaello
Canteri “Il ponte sugli oceani” (Cierre Edizioni), che è giunto alla seconda
edizione. Un testo storico articolato come un romanzo, che porta alla luce le
storie delle famiglie emigranti venete verso i nuovi mondi. Con il rigore dello
storico e la leggerezza dell’affabulatore, Canteri getta uno sguardo al passato
e trasforma i ricordi delle genti che ha incontrato di persona o via internet in
un corpo unico di storie, di tradizioni, di abitudini che sono il senso delle
nostre radici.
La tournée è stata finanziata dalla Regione
Veneto e dal Comune di Castelnuovo d/G, con il sostegno attivo dell'Associazione
Veronesi nel Mondo di cui è presidente Riccardo Ceni e del Circolo dei Veronesi
di Criciuma e Nova Veneza, il cui presidente, Valter Fabris, ha letto il libro e
caldamente appoggiato l'iniziativa, assicurando ogni apporto logistico. Le scene
sono state ricostruite in loco con i materiali che i discendenti dei nostri
emigranti avevano gelosamente conservato, rompendo così il diaframma che divide
fatalmente la realtà e la finzione: i bauli, le valigie, i sacchi, le arte da
lavoro, erano “veri”, erano quelli che i migranti di fine Ottocento s’erano
portati dall’Italia e quindi parlavano il linguaggio della storia, della fatica,
della sofferenza, della speranza. Al termine di ogni spettacolo è seguito un
concerto dell’Acoustic duo, con musiche del loro repertorio abituale e canzoni
popolari, alcune particolarmente toccanti come “America, America”, ogni volta
cantata insieme agli spettatori.
Alcuni articoli apparsi
Giornali italiani
L'Arena - 3 novembre 2009
Teatro Impiria in Brasile, un successo
Sono Franco Gentili, un veronese nato a
Roveré, sui monti Lessini, da anni residente a Florianopolis in Brasile. Il
giorno 25 Ottobre 2009 mi sono recato a Nuova Venezia (viaggiando tra andata
e ritorno di piú di 600 chilometri) per assistere ad un pezzo teatrale fatto
da una compagnia veronese: il Teatro Impiria, dal titolo "Il ponte sugli
oceani". Ero convinto di assistere ad una opera semipaesana, fatta da
dilettanti allo sbaraglio. Il teatro era stracolmo giá un'ora prima
dell'inizio dello spettacolo. I discendenti dei nostri emigranti della fine
ottocento erano ansiosi di assistere alle vicessitudini dei loro bisnonni,
la recita era in dialetto veronese. Incominció con una scenografia creata e
diretta da Andrea Castelletti, semplicemente deliziosa. I due musicisti e
cantanti Antonio Canteri e Stefano Bersan si esibivano in mille funzioni e
mille interpretazioni, creando musica e rumoristica che da sola provocava
incredibili emozioni. Quando inizió la recita, un monologo dell´attore Guido
Ruzzenenti, mi sembrava di sognare... mai nei miei sessantasette anni di
vita, dei quali mezzo secolo passati in Italia, avevo assistito ad un
monologo così vivo, così penetrante, così coinvolgente, così spettacolare;
la folla degli spettatori, molti dei quali non potendo entrare assistevano
dalle finestre, era ammutolita, se non comprendeva tutte le parole
comprendeva perfettamente dalla gestualitá dell'attore, grande...veramente
grande. Che dire dell' autore Raffaello Canteri? Un' opera prima...
magistrale nel tema e nel racconto, che molte volte sconfinava in pura
poesia. La mia limitata prosa, non mi permette di trasmettere il mio stato
emozionale nel sentire parlare di Arzaré, Val Squaranto... del Bar Impero di
Montorio. Canteri, nello scenario italiano attuale, é uno scrittore di
primissimo piano ( chi scrive legge regolarmente due libri alla settimana)
schivo, modesto, quasi si vergognava degli applausi ricevuti,per diversi
minuti, da tutta la platea in piedi... é mai possibile che uomini come lui
non abbiano i dovuti riconoscimenti anche in Italia ? Giá dimenticavo...lui
scrive in Veneto, non in napoletano o siciliano... "I dú ómini che sinni
stavano arriparati sutta"... cosí inizia il libro che ha reso famoso
Camilleri. Mi hanno detto che questo gruppo teatrale ha potuto venire in
Brasile, per interessamento del Sindaco di Castelnuovo del Garda. Signor
sindaco non la conosco nemmeno per nome, ma la ringrazio, come ringrazio
anche l´assesore regionale ai flussi migratori che ha contribuito alla
realizzazione di questo spettacolo, per una volta non ci ha mandato i soliti
cori bellunesi, bravi ma ripetitivi, ma ci ha mandato il cuore della
Lessinia, di Verona... del Veneto.
Raixe Venete - Novembre 2009
Verona Sette - 17 ottobre 2009
Il “Ponte sugli oceani” in tournee in Brasile.
Nell’autunno del 1894 Angelo Corradi,
sua moglie e i sette figli lasciano una contrada di Roverè veronese ed
emigrano in Brasile. Le loro vicissitudini e quelle dei loro discendenti,
che sono andati per il mondo in cerca di una vita migliore, insediandosi
negli Stati Uniti, in Australia e in vari stati d’Europa, sono raccontate
nel libro di Raffaello Canteri “Il ponte sugli oceani” (Cierre Edizioni),
che è giunto alla seconda edizione. Un testo storico articolato come un
romanzo, che porta alla luce le storie delle famiglie emigranti veneti verso
i nuovi mondi. Con il rigore dello storico e la leggerezza dell’affabulatore,
Canteri getta uno sguardo al passato e trasforma i ricordi delle genti che
ha incontrato di persona o via internet - in una sorta di filò contemporaneo
come lui ama definirlo - in un corpo unico di storie, di tradizioni, di
abitudini che sono il senso delle nostre radici. Questo libro è un omaggio
ai nostri padri e un inno alla speranza e al sogno, alla sofferenza e alla
gioia. Un ponte tra il passato e il presente. Che racconta da dove veniamo e
cerca di prefigurare dove andiamo, “spezzando le parole come si spezza il
pane. E cioè per amore”. di Mauro Bonato
Giornali brasiliani
A saga da família Corradi
Diario Caterinense - 23 ottobre 2009
No formato de monólogo, com 1h30min
de duração, A Ponte Sobre os Oceanos se passa em 1894. O roteiro conta a
história da família Corradi, da Lessinia, região do norte montanhoso da
província de Verona. O casal e seus sete filhos, entre 3 e 15 anos,
desembarcam no Rio de Janeiro, migram para Juiz de Fora (MG), onde
trabalham em uma fazenda.
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