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empìre uno spazio vuoto,

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empireo d’arte

  dove dare origine

  alla vita ed al creato.

 

l'impiria è l'imbuto,

da un estremo si riversa generosamente

e dall'altro tutto

fluisce con cura

 

 

RASSEGNA STAMPA

TOCCATA & FUGA

 

 

L'Arena  - 13 settembre 2009

 

Applausi all'Arsenale di Verona
TOCCATA E FUGA ALL'INGLESE. EQUIVOCI E RISATE
Diverte la pièce di Benfield messa in scena da Impiria

 

di Elisa Albertini


Un’estate ricca di nuove produzioni per la compagnia Teatro Impiria che, dopo l’allestimento di Ultima chiamata, inserito nel cartellone della rassegna "Teatro nei cortili", e di Giulietta, Romeo e i motivi dell’amore, proposto in Corte Mercato Vecchio nell’ambito dell’Estate Teatrale, ha debuttato all’Arsenale con lo spettacolo Toccata e fuga proposto all’interno del "Festival del teatro".
Il lavoro, diretta da Fabio Sidoti, è una scoppiettante commedia dell’autore inglese contemporaneo Derek Benfield, specializzato in pièce sulla vita coniugale. Semplice la trama che si risolve in un mix frizzante di equivoci, battute e fraintendimenti in cui il classico triangolo amoroso la fa da padrone e i tradimenti e le scappatelle sono gli ingredienti principali.
Protagonisti di quest’intreccio passionale sono due coppie di amici e una giovane ragazza. Ilaria costringe il marito Bruno a fare jogging tutti i mercoledì ma il tempo che l’uomo dovrebbe impegnare nello sport, viene invece dedicato a un’affascinante amante, grazie alla collaborazione dell’amico Giorgio che presta il suo appartamento. A sconvolgere il ménage è l’arrivo inaspettato a casa della moglie di Giorgio.
L’opera si rifà ai meccanismi, anche scenici, del vaudeville. La vicenda, ambientata in Italia (una differenza, questa, rispetto al testo originale) si apre su una scena composita: due appartamenti diversi, contraddistinti dai vivaci colori delle pareti, con due porte, due divani e due telefoni distinti, tutto assolutamente simmetrico, proprio come lo svolgersi delle azioni.
A calcare la scena, cinque attori - Paola Pasi, Pietro Ciriello, Laura Murari, Sido e Simonetta Marini - che con la loro caratterizzazione e interpretazione hanno saputo regalare al pubblico una serata di divertimento.

 

 

 

Gli Amici della Musica - 19 luglio 2009

 

UNA COMMEDIA SPASSOSA

Nostra intervista al compositore delle musiche Roberto Cetoli


di Sergio Stancanelli

 

Alle 21.15 sediamo nei due posti centrali della prima fila riservati al mio nome e dieci minuti dopo la spettacolo ha inizio. Quarantatrè minuti il primo atto, cinquanta il secondo dopo un intervallo di nove. La commedia è leggera, i soliti adulterî, questa volta incrociati, la vicenda è spassosa, la battute divertenti: ma quel che più coinvolge è la naturalezza e la spontaneità con cui i cinque attori recitano le proprie parti, senza forzature e artificiosità: tutto è credibile e convincente, la vicenda par vera, accaduta a nostri vicini di casa. Unico piccolo neo, qualche voce qualche volta un poco debole: noi si comprende, ma la vasta platea s’allunga di molto nello spiazzo del parco, e c’è da chiedersi se chi sta in fondo senta con chiarezza. Comunque non si ode alcun grido «voce!» come invece due sere prima in sant’Eufemia. La regia che guida a tanta verosimiglianza gli interpreti risponde al nome Fabio Sidoti, la scena rappresenta due appartamenti adiacenti che nella finzione teatrale son privi della parete divisoria, gli abiti son quelli dei giorni nostri. Il programma di sala-locandina ci dà notizie sui varî aspetti dello spettacolo e sul suo allestimento, nonché sul per noi incognito autore, nato in Bradford nello Yorkshire, autore di oltre cinquanta commedie e specializzato in pièces (non piéces) di vita coniugale, oggi 83enne. Piace al cronista riportare quanto, certamente per mano di Andrea Castelletti, vi si legge in merito al "teatro Impiria": «Teatro inteso come impresa, come arte empirica, come emporio di ispirazioni, come riempimento di uno spazio vuoto, come empireo d’arte dove dare origine al creato e alla vita. Impiria come imbuto, da un estremo tutto fluisce con cura, dall’altro ciò che è dato, generosamente si riversa».
Le musiche - da un certo momento articolate su variazioni sul tema della Toccata da Toccata e fuga in re min. BWV.565 di Johann Sebastian Bach, - sono del maestro Roberto Cètoli, e in merito abbiamo intervistato il regista, che ci ha indirizzato all’autore, il quale, nonostante si trovi in vacanza, gentilmente ci ha sùbito così risposto: «Mi era stato chiesto dal regista un tema semplice e orecchiabile per la commedia in questione, che richiamasse un po’ quelli degli sceneggiati televisivi in voga (tipo carabinieri per intendersi). In effetti il tema che ha sentito è la prima idea che mi è venuta in mente al pianoforte, e sembrandomi efficace ho creduto bene utilizzarla. I cromatismi sono tipici del ragtime di Scott Joplin. Per la seconda parte della musica, considerato il titolo della commedia, ho pensato bene di "rubare" il tema iniziale della Toccata di Bach posizionandolo su una successione di accordi (fa, re min., sol) collegati da un basso che scende per gradi. L’andamento sincopato e le sonorità dell’accompagnamento sono tipicamente jazzistici. La terza parte riprende il tema iniziale con una variazione che si aggancia al tema della Toccata questa volta utilizzato come finale. Una volta composto il brano, la produzione è stata organizzata e programmata su logic pro 8 utilizzando diversi virtual audio instruments. La batteria invece è vera e proviene da una biblioteca di Apple loop denominata "drum and demand", mentre il tema e le improvvisazioni sono affidati al clarinetto del maestro Luca Donini. Successivamente il regista mi ha chiesto di tagliare il motivo in diversi modi e lunghezze per adattarlo ai diversi momenti dello spettacolo, in particolare isolando proprio il tema della Toccata. Ho realizzato quindi diversi spezzoni utilizzando le improvvisazioni di Luca Donini e una divertente versione in stile stride piano per solo piano e basso per dare varietà al commento musicale.»

 

 

 

 

 

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