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  dove dare origine

  alla vita ed al creato.

 

l'impiria è l'imbuto,

da un estremo si riversa generosamente

e dall'altro tutto

fluisce con cura

 

RASSEGNA STAMPA 

 

 

L'Arena - 24 aprile 2006

 

L’Auditorium della Gran Guardia tutto esaurito per

l’applaudito spettacolo del Teatro Impiria

UNA NOTTE IN COMPAGNIA DI SHAKESPEARE

Piero Marcolini indaga sull’ispirazione che ha guidato il drammaturgo inglese

 

di Silvia Bernardi  

 

Da sempre abituato ad una scrittura attenta alla realtà, basata su una certa cura dei particolari, Piero Marcolini si accosta nello stesso modo al teatro e con La notte di Shakespeare lo fa riferendosi ad un classico, e ce la mostra con una freschezza espressiva tutta nuova.

La ricorrenza del compleanno di Shakespeare non poteva dunque essere occasione migliore per il debutto della commedia in due atti che lo scrittore veronese ha messo su carta al rientro da un viaggio nella terra del poeta di Stratford-on-Avon.

Molte personalità, tra cui il proconsole dell’ambasciata inglese Manuelita Maffei Santin, e un folto pubblico hanno riempito l’Auditorium del palazzo della Gran Guardia in occasione della messinscena proposta dalla compagnia Teatro Impiria, diretta dal regista Andrea Castelletti (e promossa dall’Associazione Verona per Shakespeare, il Club di Giulietta e l’Assessorato alla Cultura).

Rovesciando la prospettiva tradizionale che vede rappresentate sulla scena le opere del grande drammaturgo inglese, il testo teatrale suggerisce un punto di vista insolito proponendo il percorso che ha portato il poeta a scrivere le sue opere, raccontando come sono nate e da dove ha tratto l’ispirazione.

Marcolini immagina sulla scena lo stesso Shakespeare, lo segue mentre lavora con i suoi attori alla locanda, mentre fa baldoria con gli amici, mentre scrive, insomma ne traccia l’identità di uomo.

Emergono una serie di vicende concrete, dalle prove vere e proprie de I due gentiluomini di Verona, all’incontro con i due marcanti di sete e lane che portano il calore e i colori dell’Italia, il tutto tra canti e balli, brindisi e bevute, che bene rappresentano le atmosfere delle taverne inglesi.

Proprio l’incontro con i due mercanti di Verona chiarisce la chiave di lettura proposta da Marcolini: come erano stati fonte di ispirazione per la commedia precedente così con l’inatteso dono di un libretto che narra la storia dei Montecchi e Capuleti, offriranno a Shakespeare il suggerimento per una nuova tragedia.

Messosi subito al lavoro, in una sola notte, riuscirà a scrivere il commovente dialogo d’amore tra Romeo e Giulietta.

Teatro nel teatro? E’ soprattutto questo, un continuo scambio tra la realtà della locanda e la finzione del teatro.

Scambi sostenuti da un ritmo vivace e dalle vitalissime musiche originali composte da Franco Bignotto e Vinicio Bianchini.

Il risultato è un “teatro della parola”, come lo si faceva ai tempi di Shakespeare, teatro che deve incantare lo spettatore, affascinarlo con un’emozione in più capace di portare indietro nel tempo e di evocare luoghi e sentimenti.

La lettura registica avvalla questo intento con la scelta di una scenografia che richiama nella forma l’antico Globe Theatre, il teatro elisabettiano dove lavorava e recitava Shakespeare. Con le scene fisse, tutte bianche illuminate solo dalle luci (allora erano lanterne), un ballatoio che all’occorrenza funge da celeberrimo “balcone” e con gli spettatori ai lati della scena, creando un contatto strettissimo tra gli attori e il pubblico.

Impostazione scenografica che consacra la coralità della rappresentazione in cui si muovono con disinvoltura gli attori della compagnia creata apposta per festeggiare La notte di Shakespeare.

 

 

 

L'Arena 29  giugno 2006

 

All’Arsenale il gruppo di Castelletti rievoca il grande autore. Stasera ultima replica

IL GENIO SHAKESPEARE RACCONTATO CON GARBO DAL TEATRO IMPIRIA

 

di Simone Azzoni

 

E’ partita la maratona dei cortili e il popolo degli amatoriali già si aggira in città a caccia di testi noti o meno, tra i nuovi spazi e nuovi gruppi. Tra essi s’affaccia pure il Teatro Impiria con La notte di Shakespeare proposta all’Arsenale. Il gruppo è numeroso (una ventina i coinvolti), il  testo di Piero Marcolini, poi, allude ad intenti filologici per raccontarci l’origine storica di Romeo e Giulietta e piega con più simpatia a Shakespeare in Love, il noto film John Madden.

Il regista Andrea Castelletti evidentemente ama il rischio: il suo periodico Veronatime sfida l’agguerrita concorrenza così come la sua nuova compagnia sfida la storia del teatro amatoriale veronese. La sua avventura inizia con un gruppo di attori che hanno già militato in altre compagnie  del territorio. Castelletti, dunque, scompone lo spazio su due volumi, inventando pure un luogo da Globe Theatre per gli spettacoli che si possono affacciare sul palco. La taverna è anch’essa giocata su due piani che tuttavia non sono utilizzati completamente  e il piano alto fatica ad entrare in relazione dinamica con il basso. Un mini-palco dove si porovano le battute, che inventa in simultanea Shakespeare, apre la situazione al gioco del teatro nel teatro. I costumi assecondano la vena storica del testo e le musiche originali, anche se fuori scena, sono lì per un maggior realismo d’epoca. Un  attore danzatore-giullare ha l’arduo compito di movimentare l’osteria dove l genio  William crea i suoi copioni a partire da storie quotidiane. Il peso della macchina d’azione è sulle spalle di William (Antonio Casella) e di pochi altri che si palleggiano il copione ad un ritmo che cerca omogeneità di stile fino alla fine. Intanto ascoltiamo volentieri come nascono I due gentiluomini di Verona e Romeo e Giulietta e ancora come la regina Elisabetta abbia lanciato e risollevato il talento di Stratford dai suoi debiti e dalla normalità della sua famiglia. Stasera (alle 21,30) ultima replica all’Arsenale.

 

 

 

 

Il Corriere della Sera / Corriere di Verona - 15  gennaio 2006

 

«LA NOTTE DI SHAKESPEARE», IL CLUB DI GIULIETTA PROMUOVE

LA PROSA FIRMATA MARCOLINI

 

di Silvia Vantini

 

Battesimo ufficiale ieri mattina per la compagnia “Teatro Impiria”. Il gruppo, presentato all’interno del club di Giulietta, è stato creato appositamente per portare in scena la commedia “La notte di Shakespeare” nell’ambito dell’Estate teatrale veronese. L’opera in due atti, scritta da Piero Marcolini con la regia di Andrea Castelletti, è una sorta di dietro le quinte di “Romeo e Giulietta” dove l’autore immagina di svelare al pubblico gli incontri e le concause che hanno portato William Shakespeare a comporre la sua più famosa tragedia. Protagonisti di “La  notte di Shakespeare” sono le persone che realmente hanno circondato il drammaturgo inglese nella vita quotidiana a Stradford-upon-Avon e che con lui hanno dato via inconsciamente ad alcune delle scene più importanti delle sue opere teatrali. E’ il caso dei due gentiluomini di Verona che raccontano al giovane William la storia dei Montecchi e dei Capuleti, o della moglie di Shakespeare, Anna che, sporgendosi dalla balconata per inveire contro il marito accusato di tradimento, ispira la celebre scena della dichiarazione d’amore di Romeo a Giulietta affacciata al balcone. La commedia, forte del consenso di pubblico ottenuto l’estate scorsa durante una sua sperimentale messa in scena, ora avrà il suo debutto ufficiale il 22 aprile all’auditorium della Gran Guardia. Anche la scelta del giorno per la rappresentazione è un omaggio a William Shakespeare poiché per il drammaturgo ricorrono nella stessa data del 23 aprile il compleanno ed il giorno della morte.

 

 

  

L'Arena - 6 febbraio 2006

 

La neonata compagnia metterà in scena, in un giorno molto particolare,

una commedia dello scrittore Marcolini

 

TEATRO IMPIRIA, LA PROSA IN NOME DI SHAKESPEARE

 

di Silvia Bernardi

 

Battesimo ufficiale ieri mattina per la compagnia “Teatro Impiria”. Il gruppo, presentato all’interno del club di Giulietta, è stato creato appositamente per portare in scena la commedia “La notte di Shakespeare” nell’ambito dell’Estate teatrale veronese. L’opera in due atti, scritta da Piero Marcolini con la regia di Andrea Castelletti, è una sorta di dietro le quinte di “Romeo e Giulietta” dove l’autore immagina di svelare al pubblico gli incontri e le concause che hanno portato William Shakespeare a comporre la sua più famosa tragedia. Protagonisti di “La  notte di Shakespeare” sono le persone che realmente hanno circondato il drammaturgo inglese nella vita quotidiana a Stradford-upon-Avon e che con lui hanno dato via inconsciamente ad alcune delle scene più importanti delle sue opere teatrali. E’ il caso dei due gentiluomini di Verona che raccontano al giovane William la storia dei Montecchi e dei Capuleti, o della moglie di Shakespeare, Anna che, sporgendosi dalla balconata per inveire contro il marito accusato di tradimento, ispira la celebre scena della dichiarazione d’amore di Romeo a Giulietta affacciata al balcone. La commedia, forte del consenso di pubblico ottenuto l’estate scorsa durante una sua sperimentale messa in scena, ora avrà il suo debutto ufficiale il 22 aprile all’auditorium della Gran Guardia. Anche la scelta del giorno per la rappresentazione è un omaggio a William Shakespeare poiché per il drammaturgo ricorrono nella stessa data del 23 aprile il compleanno ed il giorno della morte

 

 

 

Veronateatro  - febbraio/marzo 2006

 

Entra in scena Piero Marcolini con un suo testo teatrale

LA NOTTE DI SHAKESPEARE

Ecco come è nata la più famosa e triste storia d’amore

 

di Alessandro Voci  

 

Dove ha trovato l’ispirazione William Shakespeare per scrivere la famosa tragedia di Giulietta e Romeo? Quali sentimenti hanno attraversato il celeberrimo drammaturgo inglese durante la stesura della famosa opera? Come si “faceva teatro”nel periodo elisabettiano? A queste e altre domande risponde La notte di Shakespeare, testo teatrale scritto da Piero Marcolini, noto giornalista e scrittore veronese, che animerà le serate estive del centro di Verona con una dozzina di repliche.

La trama mostra uno Shakesperare ventisettenne alla direzione della sua compagnia teatrale, che viene a conoscenza, tramite due mercanti veronesi incontrati alla locanda “Al Cigno” di Stratford-on-Avon, della vicenda di Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi accaduta 200 anni prima a Verona. Questa avvincente storia d’amore appassiona a tal punto Shakespeare da lavorare tutta la notte alla stesura della nuova opera. Da qui in poi una serie di avvenimenti tra il comico e il romantico porteranno la nuova creazione dello scrittore inglese ad essere rappresentata davanti ad una commossa regina Elisabetta. Tra i tanti momenti ricordiamo la scena tra un infuriata moglie di Shakespeare, alla ricerca di un eventuale amante, e lo stesso autore, il quale si rivolge alla consorte con le medesime parole di Romeo per Giuletta nella bellissima scena del balcone. Marcolini, da anni scrittore di successo (ricordiamo West Company per la Mondatori, 300 mila copie e tradotto in sei lingue), autore di sceneggiati tv e redattore de “L’Arena” e della “Gazzetta di Mantova”,  ha ideato questa brillante commedia in soli tre giorni al ritorno da un viaggio nelle terre natali di Shakespeare.

L’obiettivo dell’ambizioso progetto è quello di essere un piccolo ma significativo evento nel panorama delle proposte teatrali della prossima estate anche grazie alle musiche originali del Maestro Bigotto, alla direzione artistica e regia affidata ad Andrea Castelletti, direttore di Veronateatro e alla compagnia teatrale “Teatro Impiria”, composta per l’occasione da validi attori provenienti da diverse compagnie veronesi. L’iniziativa trova il patrocinio di diverse realtà e istituzioni, come la Fondazione Verona per Shakespeare, il Club di Giulietta e il Comune di Verona. Il necessario sostegno economico è, invece, da ricercarsi in sponsorizzazioni private. Attendiamo dunque il debutto di questa interessante e significativa opera, fedele ricostruzione storica del periodo cinquecentesco, previsto per il 22 aprile alla Gran Guardia in occasione del compleanno di Shakespeare.

 

 

 

L'Arena - 17 maggio 2006

 

PUBBLICO NORMALE

 

Sentiamo il dovere di esprimere il nostro compiacimento. Siamo stati a vedere le notte di Shakespeare di Pero Marcolini, sabato 21 alla Gran Guardia. Ringraziamo l’associazione Verona per Shakespeare, il Club di Giulietta e la compagnia Impiria per aver avuto il coraggio di mettere in scena qualcosa di nuovo, di bello ed interessante. Il pubblico straripante ha probabilmente avvertito che c’era qualcosa di diverso da vedere pur nel variegato mondo del teatro cittadino, sempre molto attivo ma troppo ripetitivo.

Ecco quindi il nostro grazie conla speranza di assistere a qualcosa di buono e divertente, fra storia e fantasia senza troppe astruserie che sono più adatte ai filosofi chenon ad un pubblico “normale”.

 

Michele Brunelli, Achille Residori, Andrea Soncini

 

 

 

Verona Fedele - 18 giugno 2006

 

L’ex spazio militare debutta con una commedia di Piero Marcolini

L’ARSENALE SI TRASFORMA IN UN TEATRO ALL’APERTO

 

di Anna Monina

 

Per la prima volta lo spazio dell’Arsenale di Verona viene destinato ad un allestimento teatrale. Fino al 29 giugno – con pausa il 17 e il 18 – la neonata compagnia “Teatro Impiria” rappresenterà (ore 21,30) La notte di Shakespeare, commedia in due atti di Piero Marcolini per l’adattamento e la regia di Andrea Castelletti.

L’iniziativa è inserita nel cartellone “Provincia in Festival” ed è stata supportata dall’assessorato al Decentramento e ai Quartieri del Comune di Verona e  della prima circoscrizione.

La compagnia “Teatro Impiria”, composta da attori amatoriali esperti e noti che già recitavano nelle principali compagini veronesi, è stata fondata lo scorso inverno proprio per portare in scena questo testo di Marcolini, prolifico giornalista e scrittore veronese. Il fascino di questo testo, che celebra il legame mitico tra Verona e Shakespeare, è irresistibile per il regista che non si lascia sfuggire l’opportunità di dare spessore letterale al tema, partendo da una trama popolare, e di approfondire le tipicità del teatro elisabettiano, come sottolineano le note di regia. Una ricerca storica e teatrale tutt’altro che superficiale che ha permesso di curare e pennellare ogni dettaglio del testo, delle scene e delle sfaccettature dei personaggi. Lo sfondo sociale, i rapporti tra attori e con il capocomico, il mito dell’Italia rinascimentale, il modo di fare teatro dell’epoca, l’arte di Shakespeare: lo spettatore sarà trascinato in quel mondo dal movimento ampio e arioso dell’allestimento.

La Vicenda, tipico esempio di teatro nel teatro, è ambientata in una piccola locanda di Stratford dove la serata trascorre in allegria grazie alle improvvisazioni istrioniche che la compagnia di Shakespare è costretta ad allestire su un piccolo palco visto che i teatri sono chiusi per la peste (è il 1951). Due mercanti arrivano da Verona e raccontano la leggenda dei Capuleti e Montecchi: quella stessa notte Shakespeare scrive l’intenso dramma basato su questa tragedia d’amore. Nel secondo atto la compagnia prova ed elabora il nuovo testo ed il passaggio della regina Elisabetta è l’occasione per presentarlo. Il 15 febbraio 1592 Romeo and Juliet debutterà a Londra. Il filo rosso che unisce la vicenda è una storia nella storia, un desideratum che accompagna l’allestimento dall’inizio alla fine quando si realizza: il divieto a recitare imposto alle donne, che secondo Shakespeare negava grazia e naturalezza alle scene d’amore, viene vinto dalla storia d’amore tra un attore e la sua fidanzata che, condividendo completamente la vita della compagnia e conoscendo la partitura a memoria, arriva ad interpretare Giulietta nella scena del balcone proprio di fronte all’autorità costituita ovvero alla regina. Elisabetta non immaginava di poter assistere ad una tale pienezza e veridicità di sentimenti.

A ricreare la suggestiva atmosfera dei teatri e delle locande del tempo contribuiscono sia i costumi d’epoca che le musiche originali che riprendono stilemi inglesi rinascimentali (composte da Franco Bigotto e Vinicio Bianchini e suonate con strumenti dell’epoca), ma soprattutto la scenografia che si rifà al Globe londinese: una struttura poligonale che permette al pubblico di avere una visione dall’alto (un paio di metri da terra) proprio a ridosso del palco.

 

 

 

Verona Sette - 10 febbraio 2007

 

Intervista al regista Andrea Castelletti

LA NOTTE DI SHAKESPEARE, ECCO COME NASCE UNA COMMEDIA

Verona in Love, rassegna dedicata a Giulietta

 

di Mauro Bonato

 

La vicenda di Romeo e Giulietta trae la sue origini addirittura da Ovidio e, transitando di novelliere in novelliere – da Da Porto, a Bandello, a Paintel a Brooke – giunge a Shakespeare, il quale la immortala con il suo capolavoro teatrale, che debutta al Teatro della Rosa di Londra il 15 febbraio 1592. L’imperitura fama dei due giovani amanti è di stimolo per continue opere che da essa ne traggono spunto, quale la celebre versione di Berto Barbarani, quella meno nota di Vittorio Betteloni anch’essa in dialetto, e molte altre, sino ad operazioni più attuali che virano il racconto al comico o, ad esempio, al femminile in forma di monologo.

Per la ricorrenza del 15 febbraio e cogliendo l’occasione della grande manifestazione “Verona in Love”, il Club di Giulietta ed il mensile Veronatime, con le compagnie teatrali Estravagario Teatro, Renato Simoni, Teatro Impiria, DiMTeatrocomunale, hanno organizzato una interessante iniziativa che, rivolgendosi all’intera cittadinanza, ripropone in veste rinnovata e variegata il mito a cui Verona è maggiormente legata. Una rassegna che, per la prima volta, raccoglie nell’arco di una settimana diversi spettacoli teatrali, tutti incardinati sulle vicende dei due amanti, frutto di produzione di artisti ed autori veronesi.

Incontriamo Andrea Castelletti, direttore del giornale Veronatime, ideatore della rassegna, nonché regista della compagnia Teatro Impiria, che con lo spettacolo “La notte di Shakespeare” aprirà la rassegna.

La vicenda narrata ne “La notte di Shakespeare” vede come protagonista un giovane Shakespeare alla ricerca di ispirazione per una grande tragedia d’amore. Ritirato in una locanda con la sua compagnia, in un momento in cui i teatri sono chiusi per peste, incontra due mercanti di Verona che gli raccontano la leggenda popolare di Romeo e Giulietta. Da qui l’idea del poeta di portare in scena la tragedia d’amore dei due amanti veronesi. Nel secondo atto tutto è dedicato alla costruzione del testo secondo quello che era l’approccio drammaturgico del teatro elisabettiano.

“Si tratta di una commedia godibile, dalle atmosfere allegre con canti, balli, giocolieri - spiega Castelletti - ma che nasconde un’operazione culturale di spessore come la messa in scena di quello che io amo chiamare un documentario teatrale.”.

Di che genere di operazione culturale stiamo parlando?

“L’allestimento parte da uno scrupoloso lavoro di ricerca su quelli che erano i tratti distintivi del teatro al tempo di Shakespeare. Dalle musiche originali composte dai maestri Franco Bignotto e Vinicio Bianchini, alla scenografia che richiama lo stile del teatro elisabettiano: alcuni spettatori prenderanno posto infatti sul palco, come succedeva in Inghilterra, per godere della commedia da un punto di vista particolare e insolito. Nel testo inoltre, annidati tra le battute dei personaggi vi sono moltissimi riferimenti al modo di fare teatro ai tempi di Shakespeare ed al contesto sociale dell’epoca. Il pubblico seduto in sala avrà così la possibilità di scoprire molte curiosità sul fertile mondo teatrale del periodo elisabettiano, cogliendone le straordinarie caratteristiche nonchè le curiose differenze dal teatro rinascimentale italiano”

Che tipo di risposta c’è stata da parte del pubblico per questo spettacolo?

“La commedia ha già riscosso un felice successo di pubblico in aprile dello scorso anno nel debutto al Teatro della Gran Guardia. Si trattava di una anteprima, dove a dire il vero lo spettacolo non era ancora del tutto pronto, ma ci chiesero di presentarlo in occasione dei festeggiamenti del Compleanno di Shakespeare. E’ stata una marcia a tappe forzate e sebbene il pubblico, oltre 600 persone, abbia dimostrato generali apprezzamenti io non fui soddisfatto della resa complessiva sul palcoscenico. La commedia ha replicato poi una dozzina di serate in estate all’Arsenale, aprendo uno spazio nuovo, originale e innovativo nel panorama cittadino, peraltro riqualificando in chiave teatrale una struttura poco sfruttata in estate. All’Arsenale abbiamo pagato lo scotto dei mondiali di calcio (le repliche erano fissate durante le partite - ndr), di uno spazio nuovo che non ha una tradizione teatrale e del nome nuovo della Compagnia, sconosciuto alla cittadinanza. Si trattava quindi di una sfida, che posso dire essere stata infine vinta, visto che abbiamo raccolto un numero di pubblico più che soddisfacente. Ora lo spettacolo ci viene richiesto molto sia nelle varie rassegne della provincia ma anche fuori, nel veneziano e nel bresciano. Anche alcune scuole ce lo stanno chiedendo, per la valenza fortemente didascalica dell’opera”.

Per questo progetto è stata costituita una nuova compagnia di attori…

“Esattamente. La compagnia Teatro Impiria è stata creata appositamente per questo progetto all’inizio dello scorso anno. Si compone di attori selezionati provenienti dalle diverse compagnie teatrali cittadine. Ho costituito un gruppo di 20 interpreti per rendere al meglio le atmosfere corali e le scene d’insieme che caratterizzano La notte di Shakespeare”.

Una Compagnia quindi a tempo determinato?

“Niente affatto. Ora che il Teatro Impiria è nato non si fermerà certo con la Notte di Shakespeare. Subito dopo abbiamo realizzato un piccolo lavoro. In chiave di lettura abbiamo presentato al Foyer del Teatro Nuovo in settembre un testo teatrale di Luciano Ravazzin, tratto da “Il Sogno” di Shakespeare, che è piaciuto molto. Il prossimo spettacolo che presenteremo sarà “Il Ponte sugli Oceani”, tratto dall’omonimo libri di Raffaello Canteri. Un monologo alla Paolini sul fenomeno dell’emigrazione dalla Lessinia a tutto il resto del mondo, dalla fine dell’800 al dopoguerra. Lo spettacolo debutterà in aprile al Teatro Filippini nell’ambito della rassegna Atto Terzo, quindi replicherà al Teatro Camploy nella rassegna Voci e Silenzi organizzata dal Comune di Verona”.

Passate da una commedia popolare in costume, al dialetto, al monologo…

“Caratteristica propria del nostro progetto teatrale è il coinvolgimento di diversi artisti e forme d’arte per le nostre produzioni, mirando alla realizzazione di spettacoli d’eccellenza per qualità e dimensione artistica. La produzione teatrale di Teatro Impiria si caratterizza per proposte di testi teatrali non rappresentati, drammaturgie originali, riduzioni in chiave teatrale di soggetti non nati per il teatro. Trovo poco stimolante infatti mettere in scena l’ennesima versione di un classico, preferisco dare spazio alle nuove drammaturgie, a soggetti locali, a giovani scrittori, premiando con la nostra fatica il loro lavoro. Per questo passiamo da un genere all’altro, utilizzando diversi attori, musicisti a anche registi. Per l’estate infatti è in preparazione un nuovo spettacolo, un musical, su un testo scoppiettante di Paolo Panizza con le straordinarie musiche di Giannantonio Mutto. Come si vede si passa da un genere all’altro, ma con la medesima energia, passione ed entusiasmo che sino ad ora ci ha caratterizzato.

 

 

  

L'Arena - 22 aprile 2006

 

LA NOTTE DI SHAKESPEARE ALLA GRAN GUARDIA

 

di Silvia Bernardi

 

"Questo allestimento vuole essere una sorta di “documentario teatrale”, che se da un alto si pone quale commedia dalle arie allegre, dall’altro offre una veduta sul come si faceva teatro ai tempi elisabettiani". Con queste parole il regista Andrea Castelletti spiega l’intento della messinscena della commedia in due atti di Piero Marcolini La notte di Shakespeare, in scena questa sera alle 21 all’Auditorium della Gran Guardia.

Il noto scrittore veronese ha steso il testo in soli tre giorni al rientro da un viaggio nella terra di Shekespeare e lo spettacolo debutta proprio il giorno in cui ricorre l’anniversario della nascita e della morte del drammaturgo inglese.

E’ il 1591, i teatri sono chiusi per la peste e il giovane Shakespeare si ritira con i suoi attori nella locanda Al cigno, dove ascolta per caso da due mercanti veronesi la storia di Romeo e Giulietta.

Da qui prenderà lo spunto per scrivere l’intensa tragedia d’amore giunta fino a noi.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Verona per Shakespeare, il Club di Giulietta e con il patrocinio dell’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Verona, si avvale delle musiche originali del M° Franco Bignotto e Vinicio Bianchini. Il testo della commedia di Piero Marcolini portato in scena dalla compagnia Teatro Impiria, sarà pubblicato (Gemma Edicto) con il contributo di interessanti rimandi storici e con preziose stampe dell’epoca.

 

 

 

L’Arena - 15 settembre 2006

 

Sono trascorsi 800 anni dall’epoca della storia d’amore che è stata raccontata da Shakespeare e che ha fatto conoscere la nostra città in tutto il mondo

TRE GIORNI DI FESTA PER IL COMPLEANNO DI GIULIETTA

La ricorrenza cadrà domenica ma già da questa sera il primo appuntamento: la presentazione di una formella

 

di Ilaria Noro

 

Chissà se, fra i numerosi turisti che visitano il celebre cortile e la casa di Giulietta in questi giorni, qualcuno si ricorderà di rivolgere il pensiero, anziché all’innamorato, proprio all’eroina della tragedia shakespeariana, per augurarle buon compleanno.

Sono, infatti, passati oltre ottocento anni, ma, come la tradizione vuole, il 17 settembre, Verona festeggia il giorno e il mese di nascita della bella Capuleti.

Per celebrare la protagonista della tragedia shakespeariana, che ha reso famosa nel mondo la nostra città come icona dell’amore, il Centro Unesco di Verona ha organizzato una tre giorni di celebrazioni. Già domani sera, alle 21, ci sarà la messa in scena de “La notte di Shakespeare”, commedia in due atti, scritta dal giornalista Piero Marcolini. A fare da suggestiva cornice allo spettacolo, diretto da Andrea Castelletti, gli spazi del Cortile del Tribunale. Come scenografia, tanto essenziale quanto suggestiva, sarà utilizzata proprio la piazza, per rievocare e sottolineare la sostanziale nudità della scena elisabettiana. La commedia, infatti, oltre a far rivivere i protagonisti del capolavoro di Shakespeare, attraverso i corpi degli espressivi attori del teatro Impiria, si propone anche come sorta di documentario storico-teatrale il fertile mondo dei teatri in epoca elisabettiana, periodo in cui si plasmò l’arte di Shakespeare.

La commedia ripercorre la nascita della tragedia dei due innamorati, creata dal celebre autore dopo aver udito, da due mercanti veronesi, la leggenda dei Capuleti e dei Montecchi.

Corre l’anno 1591. I teatri sono chiusi a causa di un’epidemia di peste e la compagnia del giovane Shakespeare trascorre le giornate a Stratford, nella locanda “Al Cigno”. Due mercanti di passaggio, provenienti da Verona, offrono all’autore proprio lo spunto che da mesi andava cercando per ambientare e creare la sua tragedia d’amore e, in un’unica notte creativa, il capolavoro è pronto.

Nel completare il grande successo di pubblico che la commedia di Piero Marcolini ha riscosso nelle precedenti rappresentazioni, la prima è stata il 22 aprile scorso in occasione del compleanno di Shakespeare, la parte sonora e musicale. I maestri Franco Bigotto e Vinicio Bianchini, hanno ricercato le musiche originali dal periodo, riproducendole con gli strumenti dell’epoca, ricreando così la surreale atmosfera delle locande e dei teatri elisabettiani.

Oggi, intanto, alle 20, ai Filippini, ci sarà la presentazione della formella “Romeo e Giulietta”. Con il contributo della Regione è stato intanto ridato alle stampe lo studio realizzato da Giuseppe Franco Viviani.

 

 

 

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