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teatro inteso come impresa, come arte empirica, come emporio di ispirazioni, come empìre uno spazio vuoto, come empireo d’arte dove dare origine alla vita ed al creato.
l'impiria è l'imbuto, da un estremo si riversa generosamente e dall'altro tutto fluisce con cura
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RASSEGNA STAMPA
L'Arena - 3 Giugno 2008
Buon Vino fa Buon
Teatro.
Teatro Impiria da
applausi.
Ascolta la sua
favola bella Vittorio Betteloni. Tra i cipressi della sua Villa, i poggioli con
i riccioli più capricciosi degli svolazzi che il poeta ha disegnato attorno a
«La storia de Zulieta e Romeo» portata in scena dal Teatro Impiria.
L'Arena - 22 Dicembre 2008
BARDOLINO. Rappresentazione tra le celebrazioni del bicentenario “ZULIETA” SULLA SCENA CON UN CINEFUMETTO L’arte di Prosdocimi sposa la rilettura dialettale di Vittorio Betteloni del classico shakespeariano
Nell’ambito della due giorni di manifestazioni per la ricorrenza del bicentenario della nascita dell’illustre poeta Cesare Betteloni, l’assessorato alla cultura di Bardolino, ha organizzato nella splendida cornice della chiesa della Disciplina, la rappresentazione teatrale “Zulieta e Romeo”. Tragedia shakespeariana, rivisitata in dialetto veronese, (ma di non minore valore letterario), da Vittorio Betteloni (1840-1910) figlio di Cesare. A recitare il testo l’attore Mauro Dal Fior, esperto interprete cresciuto nella compagnia di Giorgio Totola. Regia di Andrea Castelletti e scenografia di Bruno Prosdocimi, famoso caricaturista, disegnatore e fumettista veronese. Prosdocimi ha realizzato 134 disegni raffiguranti la storia d’amore di Giulietta e Romeo, che proiettati hanno trasformato la rappresentazione in un cinefumetto, una specie di cartone animato. L’animazione sul maxischermo, purtroppo ha tolto smalto ai sgargianti colori pastello delle tavole di Prosdocimi dal forte impatto emozionale, ma il coinvolgimento non è mancato lo stesso. La storia dei due innamorati, è stata accompagnata dalla musica medioevale del quartetto “Insieme musica viva” composto da Roberto Vigneri, Arrigo Cavallina, Mirko Gragnato e dal giovanissimo russo Artem Glukov al violoncello. Lo spettacolo si è svolto su un palcoscenico molto suggestivo: sullo sfondo una mostra di ritratti e opere letterarie della libreria di famiglia Betteloni. Bruno Prosdocimi, come in precedenza Vittorio Betteloni, sono stati collaboratori anche del giornale “L’Arena”. Il caricaturista ha inoltre collaborato con la Mondadori come disegnatore Disney, ha partecipato a molte trasmissioni Rai, tra queste il “Musichiere”, “Ottovolante”, “Uno mattina” e altre ancora. Ha disegnato le caricature degli sportivi di serie A e dei cantanti di musica leggere che sono andati a riempire i mitici album Panini. Come anche le caricature dei cantanti lirici, in scena sul palcoscenico più bello del mondo dell’Arena di Verona. Prosdocimi, che ora vive a Bussolengo, non conclude mai la sequenza dei suoi disegni, senza omaggiare con una tavola il quotidiano “L’Arena”, voce dei veronesi, a cui il fumettista è assai legato.
Annuario e Guida di Verona e provincia - dicembre 2007 / Gennaio 2008
Teatro Impiria e Bruno Prosdocimi insieme ZULIETA E ROMEO Una ideazione teatrale di Andrea Castelletti
“Zulieta e Romeo” ovvero “Giulietta e Romeo”, l’opera di William Shakespeare riscritta in lingua veronese da un poeta del novecento: Vittorio Betteloni, un autore di grande grinta poetica che non è stato valutato quanto meriterebbe, perciò è stato deciso di scoprire quest’opera con una realizzazione teatrale condotta dalla regia di Andrea Castelletti per la rassegna “Verona in Love” nel febbraio 2007; questo emozionante poema è stato recitato con la professionale voce dell’attore Walter Peraro accompagnato da musiche medioevali del quartetto “Musicaviva”. Tutta composta dai disegni di Bruno Prosdocimi, che si è fatto trascinare in queste emozionanti vicende con quasi 150 tavole e colori. Ogni 8 righe del poema hanno creato una specie di “fumetto teatrale” o piuttosto un “cartone animato”. In questo poema Vittorio Betteloni ha fatto omaggio alle donne della sua città amata e criticata, vi si è dedicato con un amore sanguigno come se assistesse a questa recita da dietro le quinte. Vittorio Betteloni, figlio di Cesare pure stimato poeta di fine ottocento, era amico di Giosuè Carducci che lo incoraggiava all’attività poetica ed era frequentemente ospite nella residenza di Castelrotto. Quest’opera è stata precedente alla “Giulietta e Romeo” di Berto Barbarani che tanto successo aveva subito avuto. Questa “Zulieta e Romeo”, che ha esordito con “Verona in Love”, è già stata replicata nell’estate 2007 alla rassegna teatrale dell’”arsenale”, all’”Arena Torcolo di Cavaion” e nel cortile di “Piazza dei Signori” a Verona il giorno del compleanno di Giulietta. Sono programmate nel 2008 nella provincia di Verona diverse repliche, soprattutto nella zona del lago di Garda, sempre con la regia di Andrea Castelletti e del suo “Teatro Impiria”.
L'Arena - 1 settembre 2007
Cavaion. Allestimento di successo e una mostra fino al 9 settembre GIULIETTA E ROMEO ALLA PROSDOCIMI Immagini del maestro e suoni per narrare in chiave inusuale una storia d’amore
di Annamaria Schiano
I 134 disegni di Bruno Prosdocimi, la recita di Walter Peraro e le musiche medioevali del gruppo «Insieme Musica Viva», hanno messo in scena, l’altra sera in sala civica di Corte Torcolo, «Giulietta e Romeo». L’animazione sul maxischermo dei due innamorati, con la regia di Andrea Castelletti, hanno regalato al pubblico momenti di grande suggestione. Hanno incantato i disegni realizzati da Prosdocimi, con colori pastello a tratti intensi, che hanno reso emozionante il poema in lingua veronese. Castelletti ha ricordato: «E’ una grande opera poetica, rispolverata con “Verona in Love”, che restituisce onore a Vittorio Betteloni, non sempre riconosciuto nella fama come merita». «Il regista», ha spiegato Prosdocimi, «sta proponendo tante cose nei teatri, ma questo lavoro è un gioiellino ed è un onore per me averne fatto la scenografia. Abbiamo fatto una cosa nuova, grazie anche al bravissimo attore Peraro e a qualche tecnologia digitale, messa a punto da Marco Nicolis, ex tedoforo». «L’idea è nata qualche mese fa: Castelletti mi ha portato il testo che ha ricevuto direttamente da Vittorio Betteloni, (pronipote del poeta, che ne ha ereditato il nome, presente alla rappresentazione)», spiega. «E il testo mi ha così divertito che in 3 giorni e 3 notti ho fatto i 134 disegni», precisa Prosdocimi. Inaugurata anche la mostra del famoso artista, che sarà aperta fino al 9 settembre, dalle 16 alle 20 in Corte Torcolo. Una cornice degna dell’esposizione, dove oltre a una cinquantina di disegni della storia di Giulietta e Romeo, si possono ammirare anche le caricature delle coppie di grandi attori che hanno recitato l’opera di Shakespeare nella prosa, lirica e balletto. Sono esposti ed autografati i disegni di Tania Tuccinardi e Marco Vito, Alessandra Ferrari e Flavio Gismondi, Carla Gravina e Gian Maria Volontè, che Prosdocimi ricorda nei Sessanta al Cortile di Castelvecchio: «Recita galeotta, perché i due si innamorarono davvero e fecero due figli»; e ancora, Vittorio Gasmann ed Eda Albertini. Oltre ai «ritratti di Riccardo Cocciante e la sua banda di giovanissimi attori e ballerini, Gianmarco Mazzi, patròn del Festival».
L'Arena - 15 febbraio 2007
Il poemetto è diventato uno spettacolo. Il pronipote del poeta: «Il primo passo di un risveglio di attenzione verso il mio avo» «GIULIETTA E ROMEO» DI BETTELONI FUORI DALL’OBLIO
di Silvia Bernardi
I libri hanno il loro destino. Di successo o di silenzio. Capita anche che la stessa storia abbia sorti diverse a seconda della mano che la scrive. E’ il caso di Romeo e Giulietta. Quella scritta da Shakespeare è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Altre mani furono meno sapienti nell’esprimere per iscritto le vicende dei due amanti di Verona, offrendo al lettore una versione meno alta di quella inglese, ma non per questo meno interessante. Così a Verona ci provò Berto Barbarani a mettere in versi la tragedia d’amore con il suo poemetto in dialetto veronese Giulieta e Romeo, e lo fece anche Vittorio Betteloni con Zulieta e Romeo, un poema dal destino meno fortunato. Fu pubblicato per la prima volta dall’editore padovano Drucker nel 1906, e pubblicato nuovamente nel 1933 con il titolo La storia di Giulietta e Romeo, rivista e riscritta in alcune parti dal figlio di Vittorio, Gianfranco Betteloni. Dopo di allora il silenzio. Il poemetto fu tramandato di generazione in generazione insieme ai beni di famiglia fino a quando il pronipote del poeta veronese, che porta oltre al cognome anche il nome del bisnonno, Vittorio Betteloni, non decise di volerlo rendere pubblico, o meglio di vedere che effetto faceva recitato davanti ad una platea. Il risultato è storia di questi giorni. La Storia di Giulietta e Romeo è diventata uno spettacolo in cui Walter Peraro ha dato voce espressiva alle ottave in versi di Betteloni, che il disegnatore Bruno Prosdocimi ha tradotto con 140 tavole. Lo spettacolo, a cura del Teatro Impiria e diretto da Andrea Castelletti, racconta in forma discorsiva l’amore contrastato di Giulietta e Romeo. Una storia in tono minore, la lingua è quella musicale e semplice del dialetto veronese, ma attenta, senza strafare, ai caratteri, al paesaggio, alle stagioni, a tutto quanto di semplice e quotidiano gira attorno al mondo dei sentimenti. Betteloni ha tradotto le vicende d’amore e odio dei Montecchi e Capuleti nella lingua della piazza dove «basta un’ociada a metar dentro in quei cori un gran fogo che no dà più passe», dove sono i gesti semplici a scatenare le più grandi e travolgenti emozioni. Ogni tanto la voce dell’io narrante interviene, anche qui senza invadenza, a commentare le vicende e anche Betteloni, come Romeo, dichiara il suo amore a Giulietta. Le tavole disegnate da Prosdocimi appositamente per lo spettacolo allestito al Circolo Unicredit in occasione della rassegna «5 Giulietta per 5 Romeo», hanno tradotto per gli occhi ciò che è nato per essere ascoltato dal vivo, dando corpo, forma e movimento alle parole, mentre all’ensemble Insieme Musica Viva sono stati affidati gli stacchi musicali. Tra il pubblico anche il pronipote di Betteloni, Vittorio, che si è detto molto soddisfatto del risultato al punto che l’iniziativa non si fermerà qui, e già si progettano proposte editoriali e addirittura un dvd, e ha aggiunto che «è il primo passo di un pallido risveglio di attenzione nei confronti del mio avo dimenticato».
IL POEMETTO E' DIVENTATO UNO SPETTACOLO
Nessuno avrebbe mai pensato che poteva esistere ancora un altro modo per raccontare la storia di "Giulietta e Romeo", l'unico ad esserne convinto era Andrea Castelletti, il giovanissimo regista ed inventore di spettacoli teatrali, che si é fatto imprestare dall'ultimo discendente di Vittorio Betteloni "Zulieta e Romeo" un operetta poetica e quasi inedita, trascurata ma ben custodita dopo la sua prima edizione del 1906 e 1933.Il discendente del poeta che ha la fortuna di chiamarsi proprio Vittorio, é arrivato dalla sua residenza di Castelrotto per assistere nel circolo Unicredit di Via Rosa alla prima teatrale e ne rimasto favorevolmente sconcertato. I bravi solisti del gruppo "Insieme Musica viva" suonano dei brani da loro scelti, l' attore Walter Peraro non ha neppure mai visto la scenografia proiettata alle sue spalle e si trova inaspettatamente in sincronia con le immagini che accompagnano la sua ispirata recitazione. L'improvvisato scenografo "Bruno Prosdocimi" vede per la prima volta la proiezione dei suoi disegni finiti ed ordinati qualche mezz'ora prima dopo tre giorni e tre notti di furibonda creazione. Trascinato ancora una volta in imprese impossibili dal geniale Castelletti, Prosdocimi si era lasciato sedurre dalla sanguigna scrittura poetica del Betteloni, un celebre personaggio che conosceva solo per avere dato il nome alla scuola media che aveva frequentato. Vittorio Betteloni é aristocratico e popolaresco é romantico ma indignato, anzi pieno di rabbia contro una società egoista, avida di potenza della quale saranno vittima i due innamorati veronesi. La storia d'amore di Shakespeare raccontata da Betteloni nelle mani di Bruno Prosdocimi viene sceneggiata come un fumetto o un cartone animato, balli di corte con la luce delle fiaccole, risse sanguinarie sotto i merli Guelfi e Ghibellini , la passione d'amore nel parco di bossi e cipressi fino alla tragica conclusione che tutti conosciamo. In questa epoca delle grandi tecnologie, gli effetti teatrali sono eseguiti a mano dallo stesso disegnatore che personalmente fa scorrere le immagini da proiettare.
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