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teatro inteso come impresa, come arte empirica, come emporio di ispirazioni, come empìre uno spazio vuoto, come empireo d’arte dove dare origine alla vita ed al creato.
l'impiria è l'imbuto, da un estremo si riversa generosamente e dall'altro tutto fluisce con cura
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I SHAKE YOU
di Diego Carli
da un' idea di Laura Murari
con Laura Murari e Roberto Bonotto
regia di Diego Carli
repliche foto rassegna stampa video
LO SPETTACOLO
Probabilmente c’è ancora molto da dire “con” Shakespeare. E lo fanno due attori apparentemente agli antipodi. Lui, comico da strapazzo che non si arrende all’evidente mediocrità del suo essere. Lei, attrice di prosa classica e incompresa, ancora alla ricerca di sé stessa. I due si confessano in un luogo poco intimo: un palcoscenico, incuranti del pubblico che li osserva. E lo fanno attraverso le immense pagine del più grande drammaturgo di tutti i tempi con disinvoltura e spontaneità, quasi fosse ancora viva in loro la voglia di raccontare una storia già nota da tempo. Portano in scena i problemi di tutti i giorni, non calandosi nei personaggi rappresentati ma ricucendo i caratteri, le emozioni e le parole su sé stessi, partendo da due punti di vista diametralmente opposti, due mondi: uomo e donna, comico e drammatico, che si respingono, si cercano, si perdono e si ritrovano. Parlare della propria vita, attraverso le immagini descritte da Shakespeare, porterà i due protagonisti a confrontarsi, dolcemente e a muso duro e Lady Macbeth, Otello, Desdemona, Petruccio, Caterina, Benedetto e Beatrice saranno i testimoni di una nuova storia buffa e tragica allo stesso tempo e dalla fine imprevedibile. "quando comico e drammatico si incontrano scoccano scintille"
NOTE DI REGIA Dedicarsi ancora a Shakespeare lo trovavo stucchevole. Probabilmente ancora adesso penso sia troppo sfruttato e per certi versi comodo da rappresentare se si vuole andare sul sicuro. E’ stato fatto di tutto, rappresentato in tutti i modi e in tutte le versioni insomma: perché ancora Shakespeare? La mia più che una sfida è un pretesto. Infatti in questo spettacolo non si parla di Shakespeare ma “con” Shakespeare, attraverso Shakespeare. Due mondi, il mondo del cabaret si incontra con il mondo del teatro, ecco il pretesto. E’ la voglia di raccontare storie di tutti i giorni, le passioni e le delusioni di questo mestiere ma anche i dolori e i desideri di un uomo e una donna che non si incontrano mai se non attraverso i versi dell’autore, quando si fanno impossessare dai personaggi, come demoni arcaici che dominano gli interpreti e rispolverano l’antica rituale magia che emana il teatro. Volevo inoltre ricondurre la figura dell’attore alla dimensione di persona e farlo così avvicinare il più possibile al pubblico, creando una dicotomia tra personaggio e uomo: l’attore entra ed esce dal carattere che rappresenta per riacquistare la propria dimensione e rendere vera la relazione con la platea e con il compagno di palco e più complicata è, più risulta credibile. E’ una prova d’attore ma anche una prova di carattere che mette alla prova lo spettatore costretto ad immedesimarsi nei protagonisti e subire le mille situazioni in continua evoluzione che lo spettacolo propone.
DIEGO CARLI Si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Venezia. E’ attore, autore, musicista e regista. Ha fondato nel 1987 il duo Zumpa&Lallero con cui si è esibito in tutta Europa. Successivamente ha collaborato con molte compagnie teatrali nazionali. Attualmente è membro della Compagnia The Incredible Jashgawronsky Brothers, il trio comico-musicale con il quale lavora sia in Europa che in Asia e del duo Diego e Paolo del cast di Zelig Off. Artista poliedrico, è da più di dieci attivo anni nell’ambito della musica tradizionale popolare, ha studiato mimo ed espressione corporea ed arti circensi. Conduce numerosi laboratori di teatro comico per adulti e ragazzi ed è autore di testi per la televisione e per i Laboratori di Cabaret.
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