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teatro inteso come impresa, come arte empirica, come emporio di ispirazioni, come empìre uno spazio vuoto, come empireo d’arte dove dare origine alla vita ed al creato.
l'impiria è l'imbuto, da un estremo si riversa generosamente e dall'altro tutto fluisce con cura
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opera teatrale per 22 fiati, 2 attori e 22 scatoloni
atto unico di teatro-concerto di Andrea Castelletti (liberamente tratto dal "Romeo e Giulietta" di W.Shakespeare)
Parole di Shakespaere, musiche di Rota, Bellini, Gounod, Tchaikovsky, Berlioz, Prokofiev,
=> guarda lo spettacolo ! ! ! (servizio di 2 min)
FINALISTA AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TEATRO "FOCUS", INNSBRUCK AUSTRIA
LO SPETTACOLO
Lo spettacolo è un’opera di “teatro-concerto” che si basa sull’idea di eseguire teatralmente la musica dei grandi compositori che si sono ispirati alle note vicende: Rota, Bellini, Tchaikovsky, Berlioz, Prokofiev, Gounod. Ciascun brano selezionato è rappresentativo di uno specifico passaggio della storia, come da originale concezione del compositore. I brani sono arrangiati originalmente per un’orchestra di soli fiati, composta da 22 elementi tra legni, ottoni e percussioni. La storia è narrata ed interpretata da due soli attori, Giulietta e Romeo, che si alternano alle musiche ovvero recitano su di esse, a seconda del passaggio. La trama viene raccontata nei suoi punti salienti con le stesse parole di Shakespeare, lasciando lo spazio alla musica che illustra, attraverso le emozioni, le vicissitudini dei due amanti. Sul fondo, un grande schermo accoglie frasi del testo shakespeariano, che fungono da coro ovvero da contrappunto poetico al dialogo dei due attori. Le frasi sono videoproiettate sia in italiano che nell’inglese originale di Shakespeare. L’orchestra, disseminata su pedane in scena, quando non esegue funge da elemento scenografico funzionale. Alle spalle dell’orchestra sta un grande schermo, che viene colorato di forti tinte a seconda della scena, facendo risultare gli orchestrali una schiera di ombre in controluce.
"La più celebre storia d’amore recitata attraverso le musiche dei grandi autori "
MOTIVI DI INTERESSE Lo spettacolo spicca per originalità. Per la prima volta infatti vengono eseguiti antologicamente i diversi grandi componimenti ispirati ai due amanti veronesi, il tutto con la magica suggestione di un’orchestra di soli fiati. Tuttavia non si tratta di uno concerto con “letture” del testo, ma uno spettacolo teatrale vero e proprio, dove l’elemento musicale e l’elemento teatrale vengono fusi in un unicum scenico.
Inoltre si evidenzia che, grazie ai tre elementi di i - universalità del linguaggio musicale, ii - didascalica costruzione delle scene, iii - videoproiezione delle battute topiche anche in inglese, lo spettacolo è fruibile da qualsiasi pubblico, anche straniero, potendosi quindi offrire anche ai turisti ospitati sul nostro territorio, ovvero essere replicato all’estero "Giulietta e Romeo, che scatole !"
DRAMMATURGIA E REGIA All’inizio i 22 orchestrali entrano in scena alla spicciolata dalle quinte, ciascuno recando nelle mani uno scatolone. Ogni scatolone è diverso per dimensioni e proporzioni. I 22 elementi vagano per il palco, come spaesati e guardandosi attorno, riempiendo il palco con la loro lenta e cinematica presenza. Una musica magica accompagna questa scena surreale, sottolineata da particolari luci. Dopo qualche istante depositano a terra il loro scatolone, da cui vengono estratte trombe, tromboni, oboi, tube, ecc. Prendono quindi tutti posto sulle pedane color legno-neutro disseminate sul palco. Gli scatoloni dalla svariate forme rimarranno aperti sparsi ovunque sul palco. Col diradarsi degli orchestrali che vanno a prender posto, ecco che appaiono a terra, tra gli scatoloni, i corpi inanimati di due attori: Giulietta e Romeo.
La storia parte dalla fine: Romeo e Giulietta sono morti. Forse. I due giovani si risvegliano in un luogo indefinito ed avulso. Scatole e scatoloni sparsi ovunque. Un impreciso magazzino della memoria. Non capiscono dove si trovino, non conoscono cosa sia successo, non si riconoscono. Lentamente incominciano vagamente a ricordare e con qualche insicurezza ricostruiscono gli ultimi accadimenti. Ciò che inaspettatamente colgono con immediata ntensità è che si amano. Inspiegabilmente da sempre. In loro non c’è l’angoscia della (presunta?) morte, ma solo dolcezza e felicità spensierata per aver terminato di tribolare nella vita terrena veronese e di essere per sempre insieme. Per sempre ad amarsi e giocare. Lontani da ogni odio, fazione e costrizione. Ma l’esigenza di capire dove siano e come siano capitati in quella insolita situazione sospesa nel nulla, li spinge a raccontare l’uno all’altro ed a sé stessi quello che ricordano di ciò che è successo. Mano a mano che la loro incerta conversazione procede, affiorano ulteriori frammenti di memoria ed elementi di reminescenza sensoriale. Dalla mente e dal cuore sgorgano ricordi e sentimenti. Via via si collegano i vari particolari, il mosaico si compone ed improvvisamente emergono scene intere, che vengono raccontate e re-interpretate così come il creatore Shakespeare le ha scritte. Scatole e scatoloni, in cui sono custodite le loro memorie ed emozioni, vengono spostati ed accatastati per andare a formare le diverse scene degli accadimenti: il salone da ballo del Palazzo Capuleti, il giardino col balcone, il convento di fra’ Lorenzo, una piazza di Verona, la camera di Giulietta, il sepolcro. In tal maniera, grazie ai loro ricordi e sentimenti che affiorano, la storia viene interamente e linearmente raccontata e spiegata. Dal principio alla fine. Al punto da renderla comprensibile anche a coloro che non la conoscono. E solo alla fine i due capiranno dove sono e cosa realmente è loro successo.
Nato a Buenos Aires, Argentina. Nel 1983 Renato Perrotta si è diplomato con pieni voti e la lode in flauto presso il Conservatorio Nacional de Música de Buenos Aires. Nel 2006 ottiene il diploma di laurea di II livello in Flauto, indirizzo solistico, laureandosi col massimo dei voti al Conservatorio di Vicenza. Ha studiato direzione d’orchestra con l’eminente direttore bulgaro Ludmil Descev, diplomandosi con il massimo della votazione presso l’Istituto di Musica “A. Benvenuti” di Conegliano Veneto nel 1991. Ha seguito i corsi di perfezionamento per direttori d’orchestra tenuti da Yuri Ahronovitch. Ha lavorato come direttore assistente nelle esecuzioni de Il Trovatore e Aida al Teatro di Odessa (Ukraina) e Cavalleria Rusticana al Teatro di Jassy (Moldavia). Ha studiato per due anni con Vram Tchiftchian, costruendo un solido repertorio di opere liriche e musica sinfonica. Il suo debutto in Italia come direttore d’opera lirica risale al 2000, al Teatro Mancinelli di Orvieto con “Le Nozze di Figaro“, regia di Beppe De Tomasi. Nel periodo 1996-2000 dirige la Schola Cantorum “J. Foroni” di Verona e crea l’Orchestra da Camera L’Estro Armonico e la Orchestra di Fiati Harmonie.
L’ORCHESTRA DI FIATI HARMONIE L'Orchestra di Fiati Harmonie - nata nel 1996 a Verona - si dedica all'attività di concerti di musica classica. I musicisti di Harmonie, assieme al loro direttore Renato Perrotta, eseguono musiche appositamente orchestrate, dove le parti di ogni famiglia strumentale - legni, ottoni e percussioni - sono perfettamente equilibrate tra di loro. Questa concezione di misura e proporzionalità tra i diversi strumenti, di stampo prettamente classico, fa di Harmonie una vera orchestra di strumenti a fiato. Già dai primi concerti, Harmonie si distingue per l'accuratezza delle orchestrazioni, l'equilibrio tra legni e ottoni, la cura particolare della qualità del suono oltre che per l'elevata sensibilità interpretativa del direttore, Renato Perrotta. Nel 1999, insieme alla Schola Cantorum ''J. Foroni'' di Verona, Harmonie esegue la Deutsche Messe di Schubert e Jesus bleibet meine Freunde, dalla Cantata n° 147 di Bach. Nel 2000, nella cornice suggestiva della Pieve Romanica di San Floriano (VR), Harmonie esegue un programma interamente dedicato a brani di carattere "sacro", con autori quali Bach, Schumann e Franck. Nel 2008 Harmonie tiene un concerto nella chiesa di San Bernardino, a Verona. Il programma spazia da Bach (Toccata e Fuga in re minore) a Shostakovich (Jazz Suite n° 2), passando per Rimsky-Korsakov (Il Volo del Calabrone) e Weill (L'Opera da Tre Soldi). www.orchestraharmonie.it
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