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teatro inteso come impresa, come arte empirica, come emporio di ispirazioni, come empìre uno spazio vuoto, come empireo d’arte dove dare origine alla vita ed al creato.
l'impiria è l'imbuto, da un estremo si riversa generosamente e dall'altro tutto fluisce con cura
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il cielo là sù
di Massimo Totola
con Massimo Totola e Guido Ruzzenenti
regia di Massimo Totola
repliche foto rassegna stampa video
La storia è quella di due uomini, un intellettuale ed un muratore, sprofondati in una sorta di abisso senza ritorno. Nel seminterrato di un condominio straniero i due, mentalmente e socialmente uno l’opposto dell’altro, si ritrovano a passare l’ultima notte dell’anno, insieme, tra gli schiamazzi e i festeggiamenti dei condomini. Posti a confronto, i due si raccontano, si scontrano. Dagli estremi si propagano scintille e lo spettacolo somiglia ad un'arena, in un gioco di doppi che è tragico, talora con passaggi di comico e grottesco. Uno spettacolo interessante per le tante e continue inferenze che attraversano il campo della storia, della politica, dell'esistenziale, dell'umano e portano dritto fino al cuore dell'individuo Uno spettacolo carico ed acuto, abilmente interpretato da due dei migliori attori della scena locale e nazionale. "un gioco di doppi, tragico e comico, che punta dritto al cuore"
LA REGIA Lo splendido testo del polacco Slawomir Mrozek è la storia di due uomini che svelano sulla scena se stessi e il loro dramma esistenziale; una pièce in qualche modo crudele, amara, che raccontata in modo lucido, penetrante, costantemente difeso dall'opacizzante sentore del pietismo grazie a un forte uso di ironia e umorismo, le problematiche attualissime, pur essendo datata 1974, di chi è costretto a vivere lontano dalla propria terra, in condizioni di miseria ed emarginazione. Lo stesso autore, critico teatrale, regista e drammaturgo, di origine polacca, ha sperimentato egli stesso la condizione di esule e in questa sua opera ritrae questa “non esistenza”. Problemi di integrazione, di identità, causati dal trovarsi separati da familiari e amici, sradicati da ogni tradizione e proiettati in un mondo che si muove e si agita seguendo modelli comportamentali completamente diversi dai propri. Un intellettuale esule per motivi politici (Massimo Totola) e un operaio emigrato per sfuggire alla miseria (Guido Ruzzenenti), parlano della propria meschina condizione, gridano il proprio rammarico, accarezzano sfuggevoli speranze, bevono fino ad ubriacarsi, si odiano e si vogliono bene ... accompagnati dalla voce profonda e malinconica di Tom Waits.
MASSIMO TOTOLA Nasce il 13 novembre 1964. E’ primogenito di quattro fratelli, in una famiglia dove si è sempre respirata aria d’Arte, musica e canto la madre e teatro il padre, con un atteggiamento inscindibile dal contesto sociale e politico in cui hanno vissuto e di cui facevano parte attivamente. Un atteggiamento che guiderà il percorso artistico e di vita di Massimo, dopo la scomparsa del padre-maestro nel 1987. Dalla creazione della “Compagnia Teatrale Giorgio Totola”, fino a quando i quattro fratelli e la madre hanno preso strade differenti, Massimo prosegue il suo cammino rivolto alla RICERCA. Nel 1999, insieme a Maria Giuliana Gardoni, compagna anche di vita, crea l’Associazione Culturale “MAMAdanzateatro”, che opera con corsi di danza e teatro, spettacoli, performance, organizzazione di eventi e spettacoli … Collabora con diversi artisti nel campo del teatro, della musica, della danza, dell’opera, della poesia, della radio, pittori, scultori, fotografi … Tiene laboratori teatrali per ragazzi, anche nelle scuole elementari, medie e superiori e per adulti (da un laboratorio nel 1997 nasce il “Gruppo Teatrale l’Incontro”, con il quale continua a collaborare come coordinatore/regista). Ha partecipato a diversi corsi e stage teatrali. I suoi studi e le sue produzioni riguardano una forma espressiva che non può e non vuole essere unica: la si può definire “teatro totale”, di cui fanno parte la performance, la declamazione di poesia, il reading, la scrittura di poesia e di testi da comporre in musica, il cantare e il suonare, la scultura, la scenografia, la pittura, la creazione grafica e musicale digitale, la fotografia … “Devo ringraziare sicuramente tutte le persone con cui ho lavorato, delle quali, loro consapevoli o meno, ho preso un pezzettino del loro fare … sono fondamentalmente molto curioso, sento il bisogno di esserlo … cerco di affrontare ogni esperienza nel miglior modo possibile lavorandoci parecchio … magari per lasciare tanto “nel cassetto”, ma sono LIBERO … spero di aver lasciato e che lascerò questo: questo atteggiamento rispettoso, serio e LIBERO … faticoso, ma è un bel faticare! … aperto a molteplici esperienze d’Arte e di Vita … spero di averlo lasciato a chiunque con cui “ho viaggiato” … lasciarlo ai miei tre figli … perchè abbiano un’alternativa importante a questo nulla che sempre di più ci divora … grazie”
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