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teatro inteso come impresa, come arte empirica, come emporio di ispirazioni, come empìre uno spazio vuoto, come empireo d’arte dove dare origine alla vita ed al creato.
l'impiria è l'imbuto, da un estremo si riversa generosamente e dall'altro tutto fluisce con cura
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di Luciano Ravazzin regia di Andrea Castelletti
musiche rinascimentali inglesi eseguite dal vivo dal gruppo Insieme Musica Viva Roberto Vigneri, flauto - Arrigo Cavallina, flauto Gianfranco Marini, flauto - Lucia Freschini, viola da gamba
mascheramenti gentilmente forniti dalla Compagnia del Sipario Medioevale
LO SPETTACOLO Una liberissima traduzione in dialetto veronese in rime del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare. La commedia, che testimonia in modo nuovo ed originale il rapporto che lega Verona a Shakespeare, è tratta dal libro “Magna Verona” di Ravazzin, noto critico teatrale de L’Arena. L’allestimento è stato realizzato grazie alla collaborazione della Associazione Verona per Shakespeare
L’AUTORE Nato a Verona nel 1943, Luciano Ravazzin si è occupato fin da ragazzo di giornalismo. Nel 1968 è diventato il più giovane giornalista professionista del Veneto. Ha scritto per il Gazzettino, L’Arena, e il Corriere della Sera, ma la sua carriera giornalistica è legata soprattutto al giornale di Verona, dove è stato a lungo prima cronista e poi critico teatrale. Avvicinatosi alla poesia “per caso”, dopo una gavetta da paroliere, Ravazzin si cimenta con la lingua di Berto Barbarani sperimentando nuove vie e possibilità del dialetto, pubblicando con la Gemma Editco una sua prima raccolta di poesie, in cui è contenuto il poema teatrale “Sogno…” .
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